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La nazionale di calcio italiana dal 1898 ad oggi

Se ai primi del Novecento il calcio era uno sport come tanti altri, oggi invece è un fenomeno di costume, che coinvolge ogni settimana le masse ed i media.

Ma torniamo ai primi del Novecento: il calcio era uno sport “plebeo”, per tutti ed alla portata di tutti, con stadi quasi “artigianali” e regole che si sarebbero andate via via evolvendo.

La nazionale italiana inizia a prendere forma addirittura alla fine del secolo prima, nel 1898; farà la sua comparsa in un contesto internazionale il 15 maggio del 1910 in una partita disputatasi contro la Francia e conclusasi 6 a 2 a favore della nostra nazionale. In quel periodo il calcio non era quello sport superpagato e superpatinato che conosciamo oggi, ma era qualcosa di più, perché permeato di grandi ed altri valori quali l’amor di patria, l’amicizia e la solidarietà tra compagni di squadra, lo sport come simbolo della collaborazione tra le persone.

Tutto questo oggi sembra svanito... forse nei mondiali del 2006 siamo riusciti a scorgere nei volti dei giocatori italiani questi valori, ma presto, con la ripresa del campionato ed il ritorno alla normalità, tutto è tornato come prima. E questa situazione forse è emblematica della situazione sociale e della perdita di valori delle generazioni di oggi.. Eppure se pensiamo alle prime nazionali di calcio ci vengono alla mente quasi degli eroi, dei gladiatori, degli uomini eccelsi…forse già allora il calcio ha iniziato a venir eccessivamente mitizzato dai media.

Nella nazionale di calcio degli anni ’20 era ad esempio molto celebre il trio difensivo Combi-Rosetta-Caligaris, ammirato da tutti e reso celebre dai media. La nazionale di calcio italiana degli anni ’30 regalò invece delle vere soddisfazioni ai tifosi, come la vittoria ai mondiali del ’34 e del ’38 e l’olimpiade del ’36.

Tra i nomi del calcio di questi anni spiccano Giuseppe Meazza, che diventò un vero e proprio mito ed a cui venne intitolato uno stadio a Milano. Negli anni ’60 le cose non andarono meglio: nel ’66 l’Italia venne eliminata dal mondiale dalla Corea del Nord. Eppure è proprio negli anni Sessanta che il calcio si massifica definitivamente, andando a generare passioni anche sfrenate, come nel caso degli hooligans. Anche negli anni ’70 la nazionale di calcio regalò soddisfazioni ai tifosi, con un bel secondo posto ai mondiali del 1970. (il primo andò al Brasile).

Ancora trionfi nei mondiali di Spagna del 1982, una piccola delusione per un terzo posto ai mondiali di Italia ’90 ed una più cocente delusione per una finale persa ai rigori nel ’94. In quell’occasione la nazionale di calcio italiana perse ai rigori per un errore di Di Biagio che all’ultimo rigore contro la Francia sbagliò tirando contro la traversa. Di racconto in racconto arriviamo al 9 luglio 2006, anno in cui l’Italia è diventata campione del mondo ai mondiali di Germania.

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