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Dinamiche e variabili del calciomercato

Il calciomercato è un insieme di operazioni che compiono i club calcistici per ottenere dei calciatori da altre squadre. Le trattative ruotano attorno al possesso del "cartellino", cioè del diritto di godere delle prestazioni sportive del giocatore interessato. Ci sono diversi tipi di trattative: l’acquisto a titolo definitivo si ha quando la società acquista definitivamente il cartellino di un giocatore pagando l'altro team in contanti e/o cedendo il cartellino di uno o più giocatori valutati meno.

Il prestito si ha quando un calciatore passa da una squadra all'altra per un periodo determinato di tempo. La società di partenza continua a detenere il cartellino del giocatore, che può essere richiamato in caso di bisogno. La comproprietà si ha quando la squadra acquista metà del cartellino del giocatore, mettendosi magari d'accordo per un prezzo a cui acquistare l'altra metà in futuro.

La risoluzione delle comproprietà tra società che non si sono messe d'accordo viene operata mediante la presentazione di due offerte in buste chiuse; la squadra che ha offerto di più ottiene l'intero cartellino. La rescissione dal contratto si ha quando un giocatore rescinde il contratto con la sua squadra prima della sua scadenza ed è ingaggiabile senza dover pagare niente.

Lo svincolamento si ha quando un giocatore senza contratto passa gratis a una squadra. Può accadere ad esempio quando un calciatore decide di cambiare squadra alla scadenza naturale del contratto con la sua squadra attuale. Esistono due diversi tipi di sessione: quella estiva, dal 1° luglio al 31 agosto, e quella invernale dal 1° al 31 gennaio, solo nel 1993 si è tenuta una sessione autunnale che andava dal 1° di ottobre fino al 31 del mese stesso. Queste sessioni, regolate dalla FIGC, si svolgono a Milano presso l’hotel AtaQuark.

Verso la fine degli anni Novanta si è registrato un aumento esponenziale del costo medio di trasferimento dei giocatori, dovuto ad una pericolosa tendenza al rialzo, una eccessiva valutazione di giocatori mediocri, anche causata dallo sfruttamento delle cosiddette "plusvalenze"; era uso comune in quegli anni il puro scambio di giocatori tra due società, senza esborso di denaro e questa mossa si rivelava una vera e propria arma segreta per ripianare i bilanci delle società in cerca di ossigeno: il trucco approntato dagli operatori di mercato era infatti, al momento di scambiare i giocatori con un'altra società, di dare loro una valutazione spropositatamente alta, palesemente fuori mercato: il guadagno era infatti che formalmente la vendita del proprio giocatore (e il conseguente incasso di una cospicua cifra) veniva ascritto al bilancio dell'anno in chiusura, spesso negativo, per migliorarne nettamente l'aspetto, mentre l'acquisto del giocatore, cioè l'esborso del costo del suo cartellino, entrava come voce del bilancio successivo, riuscendo così a spostare il problema di pareggiare quell’uscita alla prossima gestione, quando ancora c'era tutto un anno per poter rimediare. ed a gestioni economiche deficitarie.

Il record del trasferimento più costoso è stato infatti abbattuto praticamente ad ogni estate, arrivando a toccare la cifra ancora imbattuta di 120 miliardi di lire per il passaggio di Zinedine Zidane dalla Juventus al Real Madrid nell'estate 2001. Questa corsa alla spesa ha poi causato una stagione di “vacche magre”, caratterizzate da problemi finanziari per la maggior parte delle squadre, come Parma e Lazio.

Questa diffusa incertezza finanziaria si è ovviamente riflessa sul mercato: dal 2004-2005 in poi non ci sono più state grandi cifre come quelle degli anni passati e anche il volume di movimenti si è di molto ridotto. Le squadre, anche le più grandi, puntano molto sul meccanismo del prestito e riservano gli investimenti, eventualmente finanziati dalle casse private dei ricchi proprietari, solo per i campioni più famosi.

Il calcio italiano sta in questi anni subendo il sorpasso di club stranieri, come quelli spagnoli e inglesi, nelle disponibilità finanziarie e nell'attrattiva verso i calciatori. Si sta sviluppando negli ultimi tempi un movimento di opinione per cercare di ridurre i costi del calcio in generale, dagli stipendi ai prezzi dei biglietti allo stadio.

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